Chi lavora nel confezionamento dei prodotti alimentari deve confrontarsi quotidianamente con un aspetto tanto tecnico quanto importante: il controllo del peso.
Ma quando è necessario utilizzare una bilancia omologata? E quando, invece, uno strumento di pesatura può essere impiegato esclusivamente per il controllo interno del processo produttivo?
La risposta non dipende soltanto dal tipo di bilancia utilizzata. Un elemento fondamentale è la funzione attribuita alla misurazione.

La Legge 690/78 distingue tra controlli interni di produzione e pesature utilizzate per attestare la conformità legale dei prodotti preconfezionati.
Legge 690/78 e prodotti preconfezionati
La Legge 25 ottobre 1978, n. 690 ha adeguato l’ordinamento italiano alla Direttiva 76/211/CEE relativa al precondizionamento in massa o volume di determinati prodotti in imballaggi preconfezionati.
La normativa riguarda i preimballaggi CEE destinati alla vendita in quantità unitarie costanti, prefissate dal produttore ed espresse in unità di massa o volume, nel campo di applicazione previsto dalla legge.
Per chi gestisce una linea di confezionamento diventa quindi essenziale distinguere fra misurazioni con rilevanza legale e controlli effettuati esclusivamente per esigenze interne.
Quando serve una bilancia omologata?
Quando il risultato della pesatura assume una valenza legale o viene utilizzato nei rapporti commerciali e verso soggetti esterni, lo strumento rientra nell’ambito della metrologia legale.
Il DM 93/2017 disciplina infatti i controlli degli strumenti di misura in servizio e la vigilanza sugli strumenti conformi alla normativa nazionale ed europea. È il caso, ad esempio, del peso utilizzato per dimostrare la conformità del prodotto commercializzato.
La corretta gestione dello strumento non riguarda quindi soltanto la sua precisione, ma anche gli adempimenti metrologici previsti per il suo specifico utilizzo.
Quando la bilancia viene utilizzata solamente per il controllo interno?
Diverso è il caso di una pesatura destinata esclusivamente alla gestione del processo.
Una bilancia o una selezionatrice ponderale può, ad esempio, fornire informazioni utili per:
- monitorare una linea di confezionamento;
- ottimizzare il riempimento;
- individuare derive del processo;
- contenere gli scarti;
- migliorare l’efficienza produttiva.
Il punto decisivo è quindi comprendere quale funzione abbia il dato prodotto dalla bilancia.
Una misurazione utilizzata esclusivamente come parametro gestionale interno non svolge necessariamente la stessa funzione di una misurazione destinata a determinare o attestare una quantità con rilevanza legale.
Selezionatrice ponderale: controllo di processo o metrologia legale?
La distinzione diventa particolarmente interessante nel caso delle selezionatrici ponderali.
Lo stesso tipo di tecnologia può essere inserito nella linea con finalità differenti. Da una parte può contribuire al monitoraggio e all’ottimizzazione del processo; dall’altra può essere impiegato nell’ambito di controlli aventi rilevanza metrologica.
Non basta quindi chiedersi:
“Questa bilancia è omologata?”
Prima ancora occorre chiedersi:
“Come verrà utilizzato il risultato della pesatura?”
È questa distinzione che permette di valutare correttamente lo strumento e gli adempimenti applicabili.
Bilance e confezionamento: perché conoscere la differenza
Comprendere il confine tra controllo interno del peso e controllo con valenza legale permette alle aziende alimentari di progettare con maggiore consapevolezza i propri sistemi di pesatura e controllo.
Significa soprattutto scegliere la soluzione in funzione dell’applicazione reale, evitando di considerare l’omologazione come una semplice caratteristica tecnica della bilancia.
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